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Operatrice culturale

Leggere è un Diritto

Da dove viene questo diritto? In buona parte dal desiderio (e quindi rientra nel reame del piacere). In larga parte da un bisogno (e qui diventa una questione di consapevolezza).

Leggere non è un’abitudine diffusa nonostante l’esistenza di tante biblioteche, di tantissime librerie anche periferiche (ed enorme il numero di quelle estinte), e di numerosi circoli di lettura.

Ma leggere non si limita all’oggetto libro poiché è il mondo che è pieno di “cose da leggere”. L’analfabetismo non è solo carenza di strumenti di base, deriva anche dalla “ristrettezza e/o mancanza di relazioni sociali, di stimoli culturali più ampi, di mobilità fisica e mentale, di mezzi di comunicazione diversificati”.

Cosa ci manca per diventare un Paese che legge? Ed è carenza di desiderio o di bisogni?

Donne di carta ha scritto nel lontano 2011 un Manifesto: “La Carta dei Diritti della lettura” che ospita, tra l’altro, firme prestigiose. Quelle in Prefazione dell’amatissima Michela Murgia e della cara compagna di viaggio, la scrittrice Lidia Castellani. Quella in Postfazione del nostro “filosofo” prezioso Massimo Squillacciotti.

Un Instant Book, che ha avuto ben due edizioni, l’ultima contempla la traduzione in ben 4 lingue degli 8 articoli che abbiamo stilato come diritti/doveri. Ed è completata dalle numerose Tappe di presentazione in giro per l’Italia fino a… Bruxelles.

BACA è la realizzazione pratica della sua visione della lettura del mondo, il nodo concreto di due principi:

Leggere non è un privilegio ma un diritto. E Tutti e Tutte devono poter leggere, ovunque e sempre, in qualunque momento della vita.

Affermazioni che potrebbero sembrare astratte ma derivano invece da desideri e bisogni concreti: leggere serve a pensare, ad avere le parole per esprimere emozioni e sentimenti, per comunicare agli altri chi siamo e cosa vogliamo davvero. Leggere è un’azione perché genera opinioni, pensiero critico, spinge a mettersi in gioco, a indossare i panni altrui e, infine, “abitua a riconoscere che ogni realtà è una costruzione possibile, non l’unica e non assoluta”.

Ci sono tanti modi di leggere e tanti oggetti di lettura. Ma questa varietà poggia su due pilastri: la libertà di scegliere e uguali opportunità.

“La lettura è una palestra della mente, un esercizio emozionale, un apprendimento continuo, un mezzo di crescita che consente alla propria singolarità di essere percepita e vissuta come una ricchezza e non come un disagio aprendo la strada per accogliere il diverso da sé senza pregiudizi” (pp.50-51)

“Lottare per il diritto dei lettori significa lottare per un paese che può cambiare la sua storia. Dietro a questo diritto stanno tutti gli altri, perché questo è un diritto alla consapevolezza. Senza quella non esistono garanzie di nulla per nessuno, perché di tutti i diritti che pensiamo di avere, gli unici che in realtà possediamo sono quelli che siamo in grado di difendere”. (dalla Prefazione, Michela Murgia).

Un Nome che è una promessa

Roma, Che Guevara: 3 ottobre 2020. Inaugurazione della BIBLIOTECA DELLE DONNE “GOLIARDA SAPIENZA”

Porta d’ingresso disegnata da Claudia Benincà del Collettivo Donne contro di Che Guevara

Una serata fantastica. Calibrare entrate, prenotazioni, chiacchiere pre-evento, soste fuori del locale, sedie da occupare, riti di visita… ci mancava solo il fischietto.

Il desiderio di contatto, i momenti di “saluto”, i ritardi tipicamente romani, hanno fatto scavallare l’ora fissata per l’inaugurazione ma vuoi mettere la chiacchiera, la risata, la piccola rivincita sulla paura del contagio, siamo in piena epoca COVID!, e la sensazione diffusa che se desideriamo esserci tutte e tutti qui forse, e dico forse, siamo salvi/e?

Piccola grande impresa. Recuperare nelle case i libri usati, lanciare la richiesta di donazioni, tentare piccoli acquisti e poi raccogliere, selezionare e inventarsi un Catalogo per poter dire: questa è la Biblioteca che accoglie lo sguardo delle donne sul Mondo.

Avevamo pensato di intitolarla a Monika Ertl, per coerenza al luogo che ci ospita, ma poi venne la proposta… Lei, Goliarda, e fummo tutti e tutte d’accordo.

«Signore e signori, torna in scena una delle figure più imponenti e sghembe del 900. Già sulle vostre sedie avete trovato una cartellina, girate il foglio, una bibliografia e una sitografia di testi e interventi anche filmici, utili e necessari per conoscerla». Questo in sintesi il discorso inaugurale nel 2020.

Ritratti di Goliarda Sapienza disegnati da Antonella Fortunati di Donne di carta

Siamo una squadra: l’Associazione Che Guevara, il Collettivo Donne contro e noi Associazione Donne di carta ma soprattutto le volontarie che da quel 3 ottobre 2020 hanno prestato tempo e cura. Non sono sempre le stesse: si avvicendano, vanno e tornano… E ognuna resta una storia da non dimenticare. GRAZIE

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L’avventura Approdo

Locandina di inaugurazione della Biblioteca ad Approdo con annessione Fondo Giovanna Marrone

Mettere su una biblioteca per ragazz* non è stato semplice. I libri recuperati e scambiati tramite il BiblioPorter vanno a ruba, e i ladri e le ladre hanno dai 5 ai 14 anni di età. Il che comporta che il “salvato” è sicuramente inferiore alla domanda che ci aspettiamo di dover soddisfare in un luogo stabile: l’ex casa del custode della Casa dei Bimbi, scuola materna nel cuore di Garbatella, giardino e immobile contiguo alla più famosa Casetta rossa.

La donazione del patrimonio della prof.ssa Gianna Marrone, esperta di Letteratura per l’infanzia e docente a Roma Tre, ci ha allargato il cuore: per la generosità delle due figlie e per la qualità dei doni. E anche inorgoglito, sì

Volevamo una serata insieme per dire “Grazie”.

Le persone libro di Donne di carta sono arrivate di corsa a sostenere questo avvio regalandoci a memoria passi dei libri scelti per l’occasione: Rodari, Pennac, Calvino…

Poi il momento illustrativo: come è nata Approdo, la planimetria delle sale della biblioteca, il Patto di comunità con il Municipio Ottavo di una cordata di associazioni…

Con le giovani leve del Servizio civile abbiamo preparato ogni dettaglio: per ogni sala una breve presentazione del patrimonio e l’ascolto di un testo donato da una persona libro. Avevamo immaginato solo due turni di visita e invece… fino alle 20 è entrata gente, e bambin* soli o accompagnati, che sono andati via, tutt*, con un libro in regalo.

Qui una Galleria visiva dei momenti preziosi dell’inaugurazione… ancora in piena emergenza Covid.

Cos’è BACA

Cammina cammina e inciampi in un libro…

Un libro liberato non è abbandonato: è un libro in cerca del suo lettore e della sua lettrice. Così recita la filosofia del bookcrossing. Ci piace, molto. Quindi siamo andati a salvarli. Non siamo gli unici, anzi. Le buone pratiche vanno imitate.

Abbiamo aggiunto un passo: ogni luogo di lettura è l’occasione di una relazione. Quindi dopo averli cercati, salvati, recuperati prima a piedi, girando per case, poi tramite il BiblioPorter, poi ancora mettendo annunci ovunque, avevamo bisogno di luoghi dove metterli. All’inizio abbiamo avuto la complicità dei commercianti: bar, tintorie, farmacie, atelier… Una autentica biblioteca a cielo aperto!

Poi è arrivato il Covid e i punti di bookcrossing si sono a poco a poco estinti. Erano più di venti!

Hanno resistito una libreriola di legno all’interno del Mercato di Montagnola, un’enorme scaffalatura a parete lungo la rampa d’ingresso al Caffè Letterario Ostiense e un’altra struttura di legno, con annessa una vecchia valigia di cartone, sotto una tettoia vicino ad un treno all’interno del Polo Museale dei Trasporti. Ci sono ancora.

La nostra scommessa allora si è spostata alla ricerca di luoghi stabili, un tetto sopra la testa, per far incontrare le persone attraverso i libri cercando di modificare le relazioni frettolose o le reticenze a uscire da casa alle quali ci abitua la Città. E così abbiamo fondato due Case della lettura, due biblioteche di comunità.

Dare vita nuova all’usato: questo il cuore. Un libro non vale di meno solo perché non è una novità editoriale o non ha raggiunto le vette di una classifica. Non tutti i libri hanno avuto le medesime opportunità di essere diffusi e conosciuti. Aspettano ancora di essere… letti.

Un libro usato è un libro già pieno di vite: conserva le impronte di chi lo ha letto, nasconde cartoline, foto, biglietti dell’autobus, dediche a penna o a matita. Non è mai gratuito, anzi, è infinitamente “caro”.

Bookcrossing e biblioteche di comunità sono le due scommesse accolte nell’Ottavo municipio di Roma, territorio dove gli ideatori/promotori del Progetto Biblioteca a cielo aperto si sono incontrati e hanno trovato i compagni e le compagne di viaggio con cui sognare… una Città che legge. Oggi di quel gruppo è rimasta tenace l’associazione Donne di carta ma se siamo a questo punto del viaggio è merito di tutti e di tutte.

Cammina cammina perché inciamperai anche tu in un libro. E sarà tempo ritrovato.